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    September 12

    Il prestigio di chi non muore

    Chi non muore si rivede. O meglio, i pochi che credi che siano morti ma ogni tanto rivedi ovviamente sono vivi, ma secondo me molto più numerosa è la popolazione di quelli che, nonostante siano altrettanto vivi, non li rivedì più.

    Sarebbe meglio modificare il detto dunque. "Chi non muore, forse si rivede ma più probabilmente no". Oppure "Chi muore lo rivedi al funerale, chi vive dipende, non si sa". Modificare i proverbi è mia abitudine, ma mai una volta che siano piaciute le mie modifiche a qualcuno. Comincio a chiedermi il perchè.

    Introduzione a parte, mi è venuta voglia di scrivere su questo blog dopo qualcosa come 1 anno, non per dire qualcosa in particolare, più che altro per non dire quello che forse avrei dovuto (voluto?) scrivere. L'intervento di fine estate dell'anno scorso era dedicato alla "compagnia di Zoagli" (mi piace ricordarla così), un'estate magnifica dove ero circondato da magnifiche persone. Quell'estate iniziò, continuò, finì, nel segno di Zoagli; nel frattempo è passato un anno, è passata una maturità, è passata un'estate, un'altra. L'intervento di fine estate di quest'anno? Già. Che scrivere nell'intervento di fine estate di quest'anno? Un luogo manca. Le persone, forse mancano anche quelle ma forse no. Qualcosa manca, qualcosa non è stato fatto, qualcosa non è stato detto. Certe persone vivono, per carità, si che vivono, ma non si rivedono. Finisce la scuola, finisce la "magia", ed ecco che "chi non muore non si rivede", e tanti saluti al prossimo. Normalmente mi convincevo che era colpa mia, molti dei miei amici mi dicono (più che giustamente) che sono un abile "illusionista", che scompaio e riappaio nelle vite altrui quando tutti meno se lo aspettano. Però.

    Però non può essere sempre colpa mia. Non posso essere sempre io il "prestigiatore", con le persone attorno me a fare da ignari spettatori pronti a farsi ingannare dal "magister" che li sta intrattenendo. Forse, almeno questa volta, la "magia", il "prestigio" lo hanno fatto gli altri. Sapete, essendo stato "prestigiatore" molte volte, ci si accorge subito dei trucchi che stanno dietro a questi giochi. Ma sto davvero guardando? Voglio davvero scoprire il trucco, o voglio semplicemente essere ingannato, lasciando per l'ennesima volta campo aperto al prestigio, lasciando libero spazio a queste amicizie di sparire e riapparire come meglio credono, dandogli occasione di stupire, di affascinare, di ingannare?

    Penso che vi (o, più che altro, mi) lascerò col dubbio. Ma voglio regalare questa certezza: probabilmente potrei sparire, potrei illudervi, potrei giocare con voi, potrei ingannarvi. Si. Ma state pur certi, RIAPPARIRO'. Un buon trucco di un ottimo illusionista, non è tale se non riappare. Far sparire le cose (come le amicizie), nasconderle, è facile. Farle RIAPPARIRE è il vero punto difficile, dove si distingue chi davvero ha la stoffa, dove si distingue chi ha il coraggio di "sporcarsi le mani". Ed io come avete ben visto, cari Amici miei, sono RIAPPARSO, mettendoci la faccia, non avendo niente da perdere. E non ho perso. E' stato il mio "prestige".

    Sono già sparito in passato, e sono già riapparso. Ora, qualcuno ha voluto sparire, qualcuno sta volendo farmi credere di essere scomparso. Ma io vi dico, a voi che siete spariti da me, davanti ai miei occhi, che il difficile non è e non sarà MAI lo sparire. Soltanto quando riapparirete, quando paleserete la vostra presenza, allora SI, che avrete compiuto il vostro vero prestigio, e vi mostrerete davvero per quello che siete.

    Perchè io non sto davvero guardando. Non voglio sapere la verità, se siete spariti voi o sono sparito io. Voglio essere ingannato. Voglio assistere al vostro prestigio, alla vostra magia, alla vostra ricomparsa. Ma ricordate, "a nessuno interessa l'uomo nella botola", tutti guardano "l'uomo del prestigio", me compreso. Scegliete attentamente quanto tempo volete ancora rimanere nella vostra botola, mentre altri sul palco si prendono i vostri applausi. Il lucchetto potrebbe chiudersi. Potreste non tornare mai più indietro.

    Abracadabra.